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giovedì 17 novembre 2011

2HO


<...tra poco pioverà>
< A me del tempo non me ne frega niente. Se piove esco ad occhi stretti per l'acqua, se c'è il sole tengo gli occhi contratti per la luce>.
Stessa angolazione, medesimo punto di vista, sottile quanto una fessura d'aspetto a feritoia. Uno scambio di idee avvenuto da anni con fabulazione intervallato da caffè, una pausa di parole risucchiate per passatempo a lenta tostatura, arabica, di scrittura inversa, fino a sinistra della deriva del cuore, seme di carte false. Parole convinte, già arrese, a cascata come una pietra, a carico, pendente, a coprire una macchia della pelle, per tra mutare un'ombra in un In-estetismo, un'alterazione linguistica di gusto, cromatica d'armonia e di gradazione a tinte forti. A differenza dei cani, gli umani possono percepire il mondo da un globo oculare per mezzo di un arcobaleno al fine di riparare all'assenza di colore della voce, giudizio eloquente di comprensioni in bianco o nero. Bestie regalate relegandole al silenzio, una pace che non lega, autistica, di parola come termine. Come dirsi "ti amo" da soli, mentendosi, realmente, un poco di Più, in confronto ad  una voce che sfigura una croce